le cartelleEXP-001 · scopa~20% · misurato

La scopa è 20% fortuna.

Per scoprirlo abbiamo costruito un giocatore impossibile da migliorare — e misurato esattamente dove si ferma. Questa è la storia, spiegata semplice, coi numeri veri.

La domanda
Quanta parte di una partita la decidono le carte?
Il metodo
Arena: smazzate identiche, sedie scambiate, seed fissi.
Il campione
Migliaia di partite computer-contro-computer.
Lo stato
In taratura coi giocatori veri — cioè con te.

01Il metro

02Il maestro e il suo muro

03La scuola dell’allieva

04L’allieva supera il maestro

Poi l’esame: allieva contro maestro, 200 partite. Vince lei, il 54,5% delle volte — poco, ma sempre dalla stessa parte in ogni misura che abbiamo fatto. E con un decimo del tempo di pensiero: dove il maestro rimugina 12 secondi, a lei ne basta 1,2.

il maestro12 s a mossal’allieva1,2 s a mossa — stessa forza
Fig. B — tempo di pensiero per mossa, a parità di forza misurata: nel testa a testa l’allieva al massimo delle sue capacità fa 53% (30 partite, ±9) — cioè pari. Il tempo invece è un decimo.

05La scoperta: il 20%

Infine la domanda vera: fin dove si può salire? Abbiamo fatto crescere il pensiero da 2 a 3.000 partite immaginate per mossa, misurando a ogni gradino quante partite vince contro un giocatore medio. La curva sale, sale… e si ferma sempre lì: circa 3 partite vinte su 4. L’ultimo quarto non lo prende nessuno.

qui non si sale: comandano le carte (~20%)0%50%80%100%quasi a casoil giocatore mediol’allieva (1,2 s)il maestro (12 s)2253003.000partite immaginate prima di ogni mossa (scala compressa)
Fig. A — vittorie contro il giocatore medio, partite a 21. Arena con smazzate identiche giocate da entrambe le sedie, 20–200 partite per punto.

Quel pezzo che manca non è mancanza di bravura: sono le carte. Nella scopa giocata a 21 punti c’è circa un 20% di fortuna che nessuna intelligenza può comprimere. E la fortuna si diluisce con la lunghezza: in una partita corta a 11 pesa di più, in una lunga a 31 di meno. Se vuoi che vinca il più bravo, gioca lungo.

La parte onesta

Il “giocatore medio”di questa scala oggi è tarato su un campione piccolissimo: noi. È un’ipotesi onesta, non ancora un fatto. Ogni partita giocata al tavolo la mette alla prova: se i livelli sono troppo facili o troppo severi, saranno i dati dei giocatori veri a correggerli. Giocando, l’esperimento lo porti avanti tu.

Freedomlab · misurato, mai dichiaratoarena a smazzate appaiate · seed fissi · riproducibile